MONUMENTO NAZIONALE AL MARINAIO D'ITALIA

La storia

Il Monumento in otto tappe
Il Monumento oggi, dal piazzale.
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Benvenuto

Benvenuti al Monumento Nazionale al Marinaio d'Italia, sulla riva di ponente del porto di Brindisi. La grande sagoma che si innalza davanti a voi ha la forma di un timone: il simbolo del governo della nave, della rotta, del destino di chi va per mare. Si eleva per 54 metri dal piazzale superiore, 68 se misurata dal piazzale sottostante. Vista dall'alto, l'intera opera assume il profilo di un uccello stilizzato, con le ali spiegate sul porto. Questo non è soltanto un monumento: è il sacrario nazionale dei marinai italiani caduti in mare. La sua storia intreccia la memoria di migliaia di vite, le vicende del Novecento e il legame antico tra Brindisi e il mare.

Il Monumento e il porto di Brindisi dall'alto.
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Perché Brindisi

Durante la Prima guerra mondiale il porto di Brindisi fu una base decisiva per il controllo dell'Adriatico. L'ammiraglio Paolo Thaon di Revel, comandante in capo delle forze navali, dichiarò che senza Brindisi non si sarebbe potuta condurre la guerra sul mare; e proprio da Brindisi, il 12 novembre 1918, fu diffuso il bollettino della vittoria navale. La città fu decorata con la Croce di guerra. Quando, nel 1923, il governo espresse l'intenzione di erigere in una città di mare un monumento nazionale ai marinai caduti, Brindisi avanzò subito la propria candidatura. Altre città ambivano allo stesso onore: La Spezia, Trieste, Venezia. Ma il 20 giugno 1925 la scelta cadde su Brindisi, in riconoscimento dei meriti acquisiti durante il conflitto.

Il modellino di progetto in veduta frontale: l'ingresso sormontato dalla croce, le due sculture laterali e lo specchio d'acqua (Luigi Brunati e Amerigo Bartoli, 1932).
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Una città per il suo monumento

Seguirono anni di mobilitazione per raccogliere i fondi: sottoscrizioni popolari, francobolli commemorativi, veglioni di beneficenza e i concerti del celebre tenore salentino Tito Schipa, che cantò "pro Monumento" nei maggiori teatri italiani. Un primo progetto, presentato nel 1927, fu accantonato per i costi eccessivi. Fu la Lega Navale Italiana ad assumersi l'onere di completare il finanziamento e a bandire, nel gennaio 1932, il concorso nazionale: l'opera doveva essere sobria, solenne e austera, con una cripta destinata a custodire i nomi dei caduti. Tra i 92 progetti presentati vinse "Sta come torre", dell'architetto Luigi Brunati e dello scultore Amerigo Bartoli: un gigantesco timone con cappella-sacrario.

La struttura in elevazione avvolta dai ponteggi.
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La costruzione

I lavori cominciarono il 28 ottobre 1932 e furono compiuti, come promesso, in un solo anno, dall'impresa romana Simoncini. La struttura è in cemento armato, interamente rivestita di carparo, la pietra calcarenitica dorata di questa terra; i gradini sono in pietra bianca di Trani. Sui fianchi del timone erano originariamente effigiati due grandi fasci littori in travertino, in seguito rimossi. Il costo finale dell'opera fu di 2.300.000 lire. Più di uno studioso ha notato la somiglianza tra questo monumento e il memoriale navale di Laboe, in Germania, anch'esso dedicato ai marinai caduti.

4 novembre 1933: le autorità sulla scalinata nel giorno dell'inaugurazione.
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Il giorno dell'inaugurazione

Il 4 novembre 1933 Brindisi visse una giornata memorabile. Il re Vittorio Emanuele III, giunto in treno al mattino, raggiunse il monumento in motoscafo, mentre migliaia di partecipanti, arrivati da tutta Italia con dieci treni speciali, attraversavano il porto su un ponte galleggiante lungo oltre 250 metri, allestito dalla Marina. Alle 10.30, ventuno salve di cannone e il volo degli idrovolanti aprirono la cerimonia, trasmessa per radio in tutto il Paese. Nel pomeriggio, ottomila tra militari e rappresentanti delle associazioni sfilarono davanti al sovrano. Quel giorno la Lega Navale consegnò ufficialmente il monumento alla Marina Militare; dal 2014 è patrimonio del Comune di Brindisi.

La cripta-sacrario: la navata verso l'altare e la Madonna Stella Maris.
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La cripta-sacrario

Sul piazzale inferiore si apre l'ingresso della cripta votiva, profonda 27 metri. Il suo profilo evoca uno scafo capovolto: come se il visitatore entrasse nel ventre di una nave, in fondo al mare. Lungo la navata, su grandi lastre di marmo, sono scolpiti i nomi di 5.922 marinai caduti nella Prima guerra mondiale, insieme al ricordo dei 33.900 caduti della Seconda: le loro lapidi furono scoperte il 18 luglio 1965, quando davanti alla cripta venne inaugurata anche l'ara votiva ai Caduti del mare, con l'accensione della fiamma perenne. Sull'altare in pietra di Trani veglia la statua in bronzo della Madonna Stella Maris, opera dello scultore Amerigo Bartoli. Qui si conserva la campana di poppa della corazzata Benedetto Brin, la nave esplosa in questo porto il 27 settembre 1915: fu ritrovata nel 1968, durante il dragaggio dei fondali. Accanto, un'urna con la sabbia di El Alamein e il tripode donato dall'Associazione delle Madri dei Caduti in Guerra.

La lanterna del faro accesa: il Monumento di notte.
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Il piazzale superiore

Due scalinate salgono al piazzale superiore, dove la memoria si fa trofeo: qui si trovano due grandi ancore di navi austro-ungariche e due cannoni Krupp appartenuti a sommergibili nemici. Presero il posto delle due statue di marinai previste dal progetto originario. In alto, nel dente del timone, si staglia dal 1955 la statua della Vergine, alta 4 metri e mezzo e pesante 10 tonnellate, collocata a ricordo dell'Anno Mariano. E dal 1984 il monumento è anche un faro attivo, che ha preso il posto di quello dell'isola di Sant'Andrea: una luce che ancora oggi guida chi entra nel porto.

Il timone di pietra al tramonto.
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Un messaggio dal mare

Dal 2002 una legge dello Stato ha istituito la Giornata della Memoria dei Marinai scomparsi in mare, celebrata ogni anno davanti a questo monumento: prima il 12 novembre, oggi il 9 settembre, anniversario dell'affondamento della corazzata Roma, avvenuto nel 1943 con oltre 1.200 marinai scomparsi. In fondo al mare, è stato scritto, non esistono differenze di grado, di nazionalità o di fede: esiste soltanto la fratellanza della gente di mare. Questo timone di pietra, insieme sacrario, faro e vedetta, custodisce quel messaggio e lo affida a chi guarda l'orizzonte. Grazie per la visita, e buon proseguimento alla scoperta di Brindisi.